L’impatto delle TIC sull’occupazione

On The Net
(Sulla Rete)

Figura: Mohamed Hassan

TIC:

Tecnologie dell'Informazione e Comunicazione

Il terzo millennio si è aperto con la grande sfida della comunicazione globale, che consente la fruizione di informazioni e conoscenze da parte di tutti, in tempo reale e in ogni luogo.

Con il mio lavoro mi prefiggo lo scopo di perseguire un’opera di sensibilizzazione e attuazione:

  • approfondendo le tematiche più attuali,

  • fornendo nuove metodologie d’approccio al mercato globale e,

  • richiedendo una maggiore partecipazione, dell’Imprenditore a questa rivoluzione mediatica,

che coinvolge oramai tutte le attività sociali ed economiche! In un tale panorama si rende necessario, per l’imprenditore, acquisire nuovi “attrezzi“ (tool), al fine di proseguire la propria attività nel nuovo mercato, privo di vincoli spazio-temporali. e carico di opportunità.

La capacità di comunicare con efficacia è forse la più importante delle risorse personali, nel lavoro come nella vita di tutti i giorni.  Quanto più ci si dimostra efficaci nel comunicare, tanto più alta è la probabilità di riuscire a ottenere ciò che si desidera.

 

On The Net
(Sulla Rete)

Figura: Mohamed Hassan

Il terzo millennio si è aperto con la grande sfida della comunicazione globale, che consente la fruizione di informazioni e conoscenze da parte di tutti, in tempo reale e in ogni luogo. Con il lavoro che svolgo mi prefiggo lo scopo di perseguire un’opera di sensibilizzazione:

  • approfondendo le tematiche più attuali,
  • fornendo nuove metodologie d’approccio al mercato globale e,
  • richiedendo una maggiore partecipazione, dell’Imprenditore (PMI), a questa rivoluzione mediatica,

che coinvolge oramai tutte le attività sociali! Ecco che allora si rende necessario, per l’imprenditore, acquisire nuovi “attrezzi“, al fine di proseguire la propria attività nel nuovo mercato, privo di vincoli spazio-temporali.

La capacità di comunicare con efficacia è forse la più importante delle risorse personali, nel lavoro come nella vita di tutti i giorni.  Quanto più ci si dimostra efficaci nel comunicare, tanto più alta è la probabilità di riuscire a ottenere ciò che si desidera.

 
Contenuti

Il lavoro autonomo nel Terzo Millennio

Prima d’iniziare il discorso sui problemi dell’occupazione, è necessario precisare che i requisiti richiesti oggi ai nuovi assunti sono:

  • recepire il cambiamento nel modo di lavorare, che oggi privilegia il gruppo e non più il singolo individuo;
  • comprendere i mutati contenuti del lavoro, che riguardano sempre di più la gestione di informazioni e conoscenze;
  • attuare già “in pectore” le modificazioni culturali e di atteggiamento per porsi di fronte a queste nuove tipologie lavorative.

Così come nel secondo dopoguerra l’indimenticato maestro Manzi, nella sua trasmissione “Non è mai troppo tardi” riuscì a far diminuire in maniera notevole il tasso di analfabetismo nel nostro paese, l’attuale problema di fondo è il raggiungimento della cosiddetta “alfabetizzazione informatica“, requisito ormai indispensabile per sperare in un proficuo accesso all’occupazone.

A livello UE è ormai riconosciuto il titolo dell’ECDL (European Computer Driving license, Patente Europea per l’Uso del Computer); nata nel 1997, è un certificato riconosciuto internazionalmente in Europa, il quale attesta che chi lo possiede è in possesso dell’insieme minimo delle abilità necessarie per poter lavorare con il Personal Computer.  Dal 2013 è in vigore la cosiddetta “Nuova ECDL” (New ECDL), una nuova famiglia di certificazioni che propone nuovi moduli e consente una maggiore flessibilità, dovuta alla scelta dei moduli che il candidato ritiene più importanti per sé. Dal 2019, la Patente Europea per l’uso del Computer cambia la propria denominazione in Certificazione Internazionale di Alfabetizzazione Digitale (International Certification of Digital Literacy) diventando ICDL al di fuori dell’Europa. ICDL si è trasformata da certificazione europea disponibile in tutto il mondo a certificazione globale di alfabetizzazione digitale in oltre 100 paesi in 6 continenti, con radici europee.  Per le competenze digitali è un momento culminante, la quarta rivoluzione industriale avanza in tutto il mondo e le conseguenze che questo pone alle competenze dei lavoratori rende le certificazioni come l’ICDL più importanti che mai.

Se l’ECDL/ICDL assume uno sbocco educativo per gli studenti, migliorando le loro competenze digitali e valorizzando così le eccellenze; per i  cittadini, fa il suo ingresso il programma ECDL e-Citizen, impostato sull’intendimento della Comunità Europea, espresso nel quadro strategico i2020, aiutando tutti coloro che lo desiderano a partecipare, a pieno titolo, alla società dell’informazione. e-Citizen ha l’obiettivo di fornire una nuova opportunità educativa, in contrasto al digital divide, far meglio conoscere e promuovere i servizi e-government, proporre un modo più consapevole di utilizzo di Internet.

Ma è con le Certificazioni Professionalizzanti che si chiude il cerchio dell’alfabetizzazione informatica applicata all’occupazione. Esse riguardano conoscenze e competenze, connesse e collegate all’ICT, che nel contesto attuale devono costituire la dotazione di base di coloro che entrano nel mondo del lavoro; lo standard europeo che certifica i profili (che nel frattempo sono stati identificati nel comparto occupazionale professionistico) dei ruoli professionali è l’e-CF (European eCompetence Framework; e-CF, EN 16234-1) che prevede una descrizione completa per 30 profili di ruoli professionali ICT, fornendo al contempo un contributo chiave per aumentare la trasparenza e la convergenza del panorama europeo delle competenze ICT. Incorporando le competenze dell’European eCompetence Framework come componente principale delle descrizioni dei 30 profili, questi costituiscono un insieme generico di ruoli tipici svolti dai professionisti ICT in qualsiasi organizzazione, coprendo l’intero Processo aziendale ICT.

Image source: CEN WORKSHOP AGREEMEN (CWA 16458-1) August 2018

Allo stato attuale si può affermare che, se da un certo punto di vista l’avvento dell’ICT (Information and Communication Technologies) nelle aziende ha provocato la scomparsa di posti di lavoro, questo è certamente avvenuto in quelle attività che comportavano una ripetitività e una meccanicità nei compiti svolti e che quindi necessitavano di operatori di medio-basso profilo professionale.  A fronte di questo, tuttavia, si è aperto un nuovo settore occupazionale a rapido incremento, nel quale sono confluiti tutti quegli specialisti che hanno provveduto a formarsi oppure a riconvertirsi tenendo in considerazione le nuove tecnologie.

Dati e informazioni: i KIWs

È nota la suddivisione, operata dai sociologi, che tende a raggruppare da una parte i Data Worker, ovvero persone che lavorano con l’informazione prodotta da altri (insegnanti, segretari, avvocati, ecc.) e dall’altra i Knowledge Worker, in altre parole persone che creano conoscenza e generano nuova informazione (tecnici, ricercatori, sviluppatori, giornalisti, ecc.).  L’insieme riunione raggruppante i Data Worker  e i Knowledge Worker è rappresentato dai Knowledge and Information Workers (KIWs), dotati dell’intelligentia necessaria per l’utilizzo dei nuovi mezzi di comunicazione.

I nuovi professionisti di un mondo flessibile

La complessità delle problematiche connesse all’internet-working, che richiedono conoscenze specifiche nelle più svariate discipline:

  • dell’hardware (hub, server, switch, router, ecc.)
  • del software (network e system management, help desk)
  • delle tecnologie di trasporto e protocolli (UDP, TCP; FTP, HTTP, SMTP, IMAP, DNS)
  • del middleware (servizi, soluzioni e tool applicativi per l’integrazione dei sistemi come posta elettronica, commercio elettronico, telelavoro, architetture client/server, ecc.)
  • delle comunicazioni mobili (ufficio mobile in rete; nomadismo digitale),

esige la formazione di peculiari specialisti come il “Digital Transformation Leader”, il “Digital Media Specialist”, il “Data Scientist”, ecc.  Queste nuove figure (software Adviser, System Integrator, Web Master, ecc.) che vengono anche definite come i nuovi professionisti di un mondo flessibile, hanno ricoperto, ricoprono e ricopriranno nuove caratteristiche professionali atte ad assicurare molti servizi innovativi, di alto profilo e facilmente distribuibili su larga scala, soprattutto nei settori intermedi per la produzione, in quelli finanziari e nei servizi alla persona, in un contesto in cui il lavoro inizia ad essere mobile e flessibile.

Prof. Luigi Marengo (Università LUISS Guido Carli)

Sulla questione riguardante l’impatto della tecnologia sull’occupazione: dal min. 27:25, tratta in particolare dello sviluppo delle competenze lavorative in conseguenza all’introduzione della tecnologia.

Il CEO di Italiaonline (la principale web agency italiana) Roberto Giacchi

Sul lavoro e le competenze nel lavoro. Dal min. 2:44 in particolare tratta delle competenze necessarie per un costante sviluppo delle imprese che a questo punto sono chiaramente responsabili del loro successo presente e futuro.

I nuovi lavoratori autonomi-artigiani-commercianti-industriali

Le nuove forme di lavoro autonomo, così come le ha descritte Sergio Bologna (Bologna S., Fumagalli A., Il lavoro autonomo di seconda generazione, Feltrinelli, Milano, 1997), ma la cui definizione è valida tuttora, «fortemente connesse alla attività di reti locali e globali, nei servizi e nei settori manifatturieri, e che sono basate su un modello lavorativo relazionale e comunicativo [→ Bit Generation Marketing], collegato alle nuove professioni e alla domanda di lavoro emergente nelle imprese della network economy»,  occupano sempre più non solo le aree interstiziali o marginali dell’economia, ma i settori ad elevato tasso di espansione.

Queste figure professionali, che definiremo come “i nuovi lavoratori autonomi” (artigiani, commercianti, piccoli industriali, liberi professionisti, ecc.), svolgono la loro occupazione negli ambiti più disparati, sostenendo il mondo produttivo con una rinnovata linfa vitale. È da notare inoltre che va sempre più sfumando, nell’ambito delle attività pertinenti alla “locatio operis”, la distinzione tra lavoratori autonomi, professionisti, artigiani, industriali, commercianti, giacché le loro mansioni sono sempre di più equivalenti.

Un’ultima nota, la domanda di skill (abilità) professionali nel campo ICT (o TIC, Tecnologie per l’Informazione e la Comunicazione) è sempre stata impressionante; secondo i dati della Commissione europea, in Italia il gap (divario) tra domanda e offerta di lavoro in questo settore era pari al 12% nel 2001 e del 18% nel 2002. Dal 2004 al 2019, il “mismatch” (il rapporto discordante tra requisiti richiesti dalle aziende e le competenze reali dei lavoratori candidati) tra domanda e offerta di lavoro, ha subito un progressivo peggioramento. L’esito è che il tasso di disoccupazione è passato dal 6% a oltre il 10% nell’arco di 15 anni con un sostanziale aumento delle difficoltà a reperire le risorse necessarie.

Un recente rapporto di Randstad Research, il centro di ricerca sul lavoro del futuro, ha dimostrato che l’efficienza del mercato del lavoro italiano è venuta meno nel 2019 in conseguenza dei minimi parametri toccati dalla “Curva di Beveridge” che rappresenta il rapporto tra posti vacanti e disoccupazione.

[Fonte: Franco Grossi, ergonomo della comunicazione, per Confartigianato, 2002; Marco Noseda, Chief Strategy Officer di Cariplo Factory, in Repubblica 09 Settembre 2021].

Quello di stare «Sulla Rete» è un percorso che puoi iniziare ora!

Percorri la tua idea di business